ESA, doppio rientro controllato per Cluster: Samba e Tango chiudono una missione lunga 25 anni

La missione Cluster dell’Agenzia Spaziale Europea entra nelle sue ultime ore con un’operazione che guarda già al futuro della sicurezza spaziale. Dopo oltre un quarto di secolo dedicato allo studio dell’ambiente magnetico terrestre, gli ultimi due satelliti della costellazione, Samba e Tango, stanno completando il loro rientro nell’atmosfera sopra una zona remota del Pacifico meridionale.
Samba era atteso al rientro nella notte del 31 agosto, mentre Tango seguirà il 1° settembre. Non si tratta di una semplice fine missione: ESA ha pianificato traiettorie di rientro mirate, indirizzando i veicoli verso un’area scarsamente popolata a nord della Nuova Zelanda. Le ultime manovre, effettuate nel gennaio 2026, hanno inoltre permesso di organizzare una rara campagna di osservazione aerea.
Un velivolo equipaggiato con strumenti scientifici seguirà infatti le fasi finali per raccogliere dati sul comportamento dei satelliti durante la distruzione atmosferica. Temperature estreme, fusione e vaporizzazione dei materiali e frammentazione delle strutture sono fenomeni ancora da comprendere con maggiore precisione. Le informazioni raccolte potranno contribuire alla progettazione di satelliti capaci di disintegrarsi più completamente durante il rientro, riducendo i rischi al suolo e l’impatto sull’atmosfera.
Cluster era composta da quattro satelliti identici e ha rivoluzionato lo studio della magnetosfera terrestre, osservando in formazione l’interazione tra il vento solare e il campo magnetico del nostro pianeta. Proprio l’identicità dei quattro veicoli offre ora agli scienziati un’occasione particolarmente interessante: confrontare rientri avvenuti in momenti e condizioni differenti.
L’operazione rientra nella strategia ESA per una gestione più responsabile dei detriti spaziali e nello sviluppo del concetto “Zero Debris”. Il fine vita di Samba e Tango diventa così un vero esperimento scientifico: l’ultima fase di una missione storica viene utilizzata per progettare missioni future più sostenibili.
Fonte: European Space Agency (ESA), 28 agosto 2026. Approfondimento ufficiale ESA.



