Spectrum in orbita al secondo volo: Isar Aerospace apre una nuova strada europea allo spazio

di Roberto Vecchi
Al secondo tentativo, un razzo sviluppato da una società privata europea è riuscito a portare satelliti in orbita partendo dal continente. Il protagonista è Spectrum, il lanciatore di Isar Aerospace decollato il 5 settembre dal complesso di Andøya Space, nel nord della Norvegia.
La missione, battezzata Onward and Upward, è partita alle 22:12 CEST e ha completato la sequenza di volo fino alla separazione dei payload. Per Isar Aerospace si tratta del risultato che dimostra per la prima volta la capacità orbitale del sistema.
Dal primo volo fallito all’orbita in pochi mesi
Il dato più interessante è il tempo impiegato per arrivare al risultato. Il primo test di Spectrum, nel marzo 2025, era terminato dopo circa trenta secondi con la perdita del veicolo. Quella missione aveva comunque consentito di raccogliere dati e validare numerosi sistemi. Il secondo volo ha invece superato il MaxQ, completato lo spegnimento del primo stadio, la separazione, l’accensione del secondo stadio e il rilascio dei carichi in orbita.
Secondo la società, Spectrum ha attraversato la linea di Kármán a 100 chilometri di quota e ha completato la manovra di circolarizzazione prima della separazione dei satelliti.
Un lanciatore pensato per piccoli e medi satelliti
Spectrum è stato progettato per trasportare in orbita satelliti piccoli e medi e costellazioni. Il mercato di riferimento è quello che negli ultimi anni ha visto crescere rapidamente la domanda di lanci dedicati, soprattutto per osservazione della Terra, telecomunicazioni e servizi commerciali.
I payload di questa missione erano stati selezionati attraverso la Microlauncher Competition dell’Agenzia Spaziale Tedesca presso il DLR, iniziativa sostenuta dal programma ESA Boost! e pensata per offrire a università e startup un accesso allo spazio a costi più contenuti.
La vera sfida adesso è produrre
Per Isar Aerospace il successo del lancio è solo metà della partita. La società sta costruendo una nuova struttura produttiva da circa 40.000 metri quadrati e dichiara di voler arrivare, a regime, a una capacità fino a 40 lanciatori all’anno.
I veicoli Spectrum dal numero 3 al numero 7 sono già in produzione. Parallelamente Isar Aerospace sta sviluppando anche una seconda base di lancio in Nuova Scozia, Canada, destinata soprattutto alle orbite utili per osservazione terrestre e comunicazioni.
Perché è un passaggio importante per l’Europa
L’Europa dispone da decenni di una grande tradizione spaziale, ma l’accesso commerciale frequente e flessibile all’orbita è diventato uno dei nodi più delicati del settore. Il successo di Spectrum non sostituisce i grandi lanciatori europei, ma apre una strada diversa: quella di operatori privati capaci di offrire missioni dedicate a satelliti di dimensioni più contenute.
Per gli appassionati di aerospazio il risultato è soprattutto questo: una startup europea nata nel 2018 è riuscita, al secondo volo, a portare realmente payload in orbita. Adesso la prova più difficile sarà trasformare il successo tecnico in una cadenza di lanci affidabile e industriale.
Foto: Isar Aerospace.
Fonti: Isar Aerospace, 5 settembre 2026; Reuters, 5 settembre 2026.



